Nell'intervista di oggi a "Repubblica", il popolare conduttore Rai dichiara "distruggono la Rai, anche io mi sento precario". Beh, credo che tutti vorremmo essere precari quanto lo è lui, lavorare per un'ora due sere a settimana, fare qualche domanda con assoluta deferenza e zelo a ospiti regolarmente iscritti al circo del politically correct della sinistra nostrana e - soprattutto - avere guadagni milionari. Il contratto al conduttore gli ha garantito 2 milioni di euro l'anno, per 3 anni dal 2008 al 2011, e nel nuovo contratto la cifra supera i 2,5 milioni l'anno. Senza parlare dei soldi per la produzione, qualcosa come 160 mila euro a puntata.
Senza dubbio, il volto gentile dei baroni rossi della tv di stato avrebbe fatto bene ad evitare di accostare alla sua condizione il termine "precario": è un insulto per tutti i giovani che non hanno un lavoro sicuro.
Ultima chicca, per Fazio "il servizio pubblico è di tutti" (ma che banalità!) e "sono un aziendalista fino al midollo" ... sì, peccato che, con una deroga più unica che rara, ha il permesso di lavorare anche per una concorrente del servizio pubblico, ossia La7, dove andrà in onda assieme al telepredicatore Saviano. Perchè lui è aziendalista.
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