Dove sono gli indignati? Non protestano contro la mancanza di libertà di espressione?
Strano, forse perchè ad essere censurato, oggi, è il libro "Falce e carrello", scritto da Bernardo Caprotti, fondatore del gruppo Esselunga, che denuncia gli intrighi di potere, gli interessi e gli affari che intercorrono tra cooperative e giunte rosse in molte realtà d'Italia, dove il suo gruppo si è visto più volte ostracizzato dalla sinistra, in tutte le sue declinazioni: politica, economica, amministrativa. Oltre che, ovviamente, tutte le agevolazioni e i privilegi fiscali: in sintesi, la concorrenza sleale di cui si avvantaggiano le cooperative.
Il Tribunale di Milano, infatti, ha solertemente risposto alla chiamata della Coop. Stabilendo che il libro denigra le cooperative, ha disposto un risarcimento di 300 mila euro, il ritiro del pamphlet dalle librerie e il divieto di reiterarne la pubblicazione e diffonderne gli scritti. Insomma, la censura, roba che ricorda l'Urss staliana o l'indice dei libri.
La coop sei tu, ma guai se provi a toccarne i privilegi.
Da parte mia, pentendomi di non aver ancora letto il libro, andrò a comprarlo il prima possibile, e invito tutti a farlo: non sarà certo sull'altare dell'ideologia sinistra che morirà la libertà di stampa, nonostante questi giudici e queste coop.
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