giovedì 6 ottobre 2011

I giudici sbagliano, noi paghiamo.

La sentenza di Perugia, che ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall'accusa di omicidio, "per non aver commesso il fatto", di qualche giorno fa, al di là di tutto l'interesse mediatico su un caso più avvincente di un thriller fantasioso, ha fatto emergere un fatto fondamentale. La giustizia italiana non funziona. E' incoerente, lenta, e farraginosa. Due innocenti, innanzitutto, sono stati tenuti in carcere per ben quattro anni. Su che basi? Aver considerato dell'amido di patate su un coltello, Dna, e aver fatto una perizia scientifica con guanti sporchi e tagliati. Ma c'è di più: un'altro indagato, Rudy Guede, che ha scelto il rito abbreviato, è stato invece condannato a 16 anni di carcere per aver commesso l'omicidio in concorso con altri. Altri che, però, per la giustizia non esistono. Forse fantasmi.
Chiaramente, le due persone che per 48 mesi sono state chiuse in carcere e indicate dai media come brutali assassini, hanno intenzione di chiedere un risarcimento, che è probabile consista in cifre elevate. E chiaramente, i responsabili di questi grossolani errori non solo non pagheranno di tasca loro (il risarcimento si prenderà dalle tasse di noi contribuenti), ma non avranno nemmeno penalizzazioni in carriera.

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